Dialoghi di una vegetariana


La scelta vegetariana è ovviamente soggettiva.

Voialtri vegetariani mi capirete se dico che ogni volta che faccio LA dichiarazione ‘Io non mangio carne’ è tutto uno sgranar d’occhi, sospiri e sguardi preoccupatissimi: neppure avessi detto loro che ho appena ingurgitato un piatto d’alghe in direttissima da Fukushima.

Questo è il momento in cui le battute si rincorrono:

‘Ma mangi pesce vero?’ ‘No, neppure quello’, ‘Ma il pesce non è carne’, ‘Certo che lo è!’, ‘E ma allora cosa mangi, solo verdura?’.

Tu tenti di spiegare loro perché è una balla stratosferica il fatto di mangiare solo verdura… ‘Mangio legumi, cereali di tantissime qualità, tofu, alghe…’, e nel 90% dei casi risulta che la mia dieta è molto più variegata della loro.

La seconda domanda è quasi sempre la medesima: ‘Perché sei vegetariana?‘.

Son stata tentata un paio di volte di rispondere citando Empedocle il quale, orbene!, pronunciò tali parole nel V secolo a.c!!!!!:

Non mettete fine alla macellazione maledetta? Non vedete che con cieca ignoranza dell’anima distruggete voi stessi?‘, ma una certa dose di autoconservazione mi fa sempre soprassedere.

Oltre allo spirito di sopravvivenza mi fa soprassedere anche il fatto che, alla fine, spiegare agli altri i motivi per i quali sono vegetariana (in cammino verso il veganesimo) potrebbe aprire gli occhi al mio interlocutore: certo, spesso si hanno davanti persone coriacee, chiuse nelle loro roccaforti alimentari, e niente suscita più rabbia di vedersele prendere d’attacco.

Ma abbiamo il dovere di provarci, almeno una volta. Poi non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, ma tentar non nuoce.

Ognuno ha le proprie motivazioni per cui non mangia carne (e pesce).

Le mie sono essenzialmente due:

1 – Scientificamente è provato che le proteine animali non giovano alla salute, ma che sono una delle cause di molte malattie occidentali, cancro e cardiopatie in primis.

2- Trovo alquanto drammatico e triste cibarsi di un altro essere vivente che percepisce il dolore e la gioia come noi: potendone, tra l’altro, fare a meno.

A questo punto state tranquilli se vi sentirete rispondere ‘Ma anche le piante sono esseri viventi: cattivone che le mangi!’.

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