La decrescita felice, che non sembra facile


E’ passato un anno. Esattamente un anno fa sceglievo una strada strana,  ombrosa per la maggior parte delle persone che conosco, luminosissima per me… Quella della Decrescita Felice.

Quando dici in giro che vuoi lasciare il lavoro, un posto fisso vicino a casa, dove sei rispettata e stimata,  ti guardano tutti come se una pericolosa malattia ti avesse cotto il cervello e non fossi pi・in grado di ragionare.
“Ma come? Di questi tempi? Sei sicura di quello che fai?” .

Sì sicura.

Avevo 40 anni, marito operaio, due bambini e un mutuo da 750 euro al mese per la casa da estinguere, ancora in piedi per un anno.
E due possibilità continuare a passare 8 ore al giorno chiusa in una scatola rumorosa e afosa a fare un lavoro che non sopportavo pi
per portare a casa 1000 euro al mese, oppure ridisegnare il nostro modo di vivere, impegnando il mio tempo  a studiare e inventare strategie possibili per decimare le spese famigliari e a imparare l’abc dell’autoproduzione in ogni ambito della vita.

La seconda!

Con me, mio marito, senza il cui appoggio non sarebbe stato possibile fare nulla.
E poi i bimbi. Sinceramente la spinta vera, il motivo principale, sono stati i bambini.
Adesso sono alla Scuola Primaria, per qualche anno mi cercheranno ancora, per i giochi, le risate, le confidenze, gli abbracci.
Poi prenderanno il volo, come giusto che sia, ritornando al nido solo per una carezza ogni tanto.
Non volevo perdermi questi anni. Non volevo arrivare fra 5 anni ad avere (magari già speso!) qualche migliaio di euro in più e il rimpianto di non aver vissuto l’infanzia dei miei figli.
Gliene abbiamo parlato, spiegandone bene le conseguenze;
perchè avere la mamma a casa sempre, in questo caso, vuol dire anche rinunciare al cinema o alla pizza,  alle vacanze al mare, vuol dire tenere i pattini vecchi per un altro anno, e lo zaino della scuola per altri 2 e rimandare il corso di batteria a chissàquando.
Anche a loro è stato chiesto il voto.

Non ci hanno pensato un secondo. Meglio la mamma a casa (e lo scrivo, lo ammetto, con orgoglio.. ^_^).

Ora, dopo un anno, posso provare a tirare un po’ di somme.
Lo scoglio principale, quello che ti mette addosso paura, sono i soldi.
Il solito cancro.
Ormai siamo talmente abituati a considerarli un vero valore, che èdifficile cambiare approccio. Siamo convinti che senza soldi non si possa far nulla.
Vero: non si può far nulla, ma solo di quello che il sistema ti propone.
Aldilà dell’imperante linea consumistica che ci hanno inculcato, esiste un modo totalmente contrario di stare al mondo.
Tutto quello che ci viene sbattuto in faccia come indispensabile  in realtà ha il peso di un granello di sabbia per la qualità della nostra vita. Pensateci:  sono 4 o 5 le cose che hanno veramente valore: avere degli affetti da amare, del cibo per sfamarci,
un posto caldo e asciutto dove ripararci, un po’ di buona salute e uno spicchio di Natura intorno.

Tutto il resto è un bisogno indotto.

La macchina bella, 5 paia di stivali, l’ultimo notebook, le mutande firmate, gli integratori, la liposuzione, la piega dal parrucchiere una volta la settimana e milioni di altri bisogni indotti.
Si può fare senza. Si sta meglio senza.

Il mio cappotto ha 15 anni. Alla fine di ogni inverno mi dico che con i saldi ne prenderò un altro. Poi lo guardo e penso che èancora un rispettabilissimo cappottino, carino e confortevole.
Davvero me ne serve un altro? No.
Davvero le persone che parlando con me, pensano al fatto che ho un cappotto vecchio di 15 anni  e mi compatiscono in silenzio, sono le persone di cui devo tener conto nella mia vita?? NO.

Questo discorso per me vale per il 90% delle cose con cui siamo abituati a vivere nel quotidiano.
Per carità molte di queste cose, sono belle, funzionali, comode,  dimostrazione dell’ingegno umano e della sua arte.
Ma lontane da quelli che sono i nostri reali bisogni. O, almeno, da quelli che sono i miei bisogni.

IL mio bisogno è vivere in armonia con i tempi della natura, riprendere i contatti.
Il mio bisogno è impastare il pane e la pasta, sono le torte con la mia marmellata con la frutta del mio albero.
Il mio bisogno è abbassare la schiena x trapiantare pomodori o raccogliere patate.
Il mio bisogno sono le passeggiate con il cane e i bambini nel bosco  dopo la scuola, a ri-segnare i sentieri che nessuno usa più.

Mentre respiro. respiro sole ed aria, e risate e leggerezza. Il mio spirito respira.
Perchè vivere a contatto con la natura il più possibile, ci aiuta a stare bene con noi stessi, ci riporta alla meraviglia del mondo e a quanto siamo fortunati a poterlo vivere.

Bisogna scegliere di tornar a contatto con la natura.
Anche a piccoli passi, ma bisogna sceglierlo. Si sta subito meglio. Ma subito!! 🙂

La Decrescita è un mondo di piccoli piaceri: soprattutto abbassare la schiena, coltivare, cioè l’aspetto dai molteplici vantaggi!
L’autoproduzione di verdure e frutta e la loro trasformazione sono fondamentali; per l’economia domestica,  perchèàti riportano ai ritmi naturali dell’essere umano, ti offrono doni preziosi, sani,  colorati e buonissimi,  che ti preservano da molti mali. Cibo e Pace.

Ovviamente sono vegetariana, tendente al veganesimo, quindi compro quasi solo cereali, oltre alla parte di verdura che non riesco a produrre e che prendo a km O.

Ecco, il cibo. Ne mangiamo troppo e cattivo, a tanto tanto caro.
Qui la decrescita dà il suo meglio secondo me.
Perchè in decrescita si mangia cibo buono. E lo si paga di meno. Come?
Si produce!! E si cucina!!!

Basta un orticello e la rivoluzione è già fatta a metà
L’altra metà la si fa in cucina;  evitando come la peste i prodotti pronti, partendo dalle materie prime per ogni piatto, cercando di ottimizzare le cotture e imparando che bastano tre o quattro ingredienti  a pasto per nutrirci come si deve e non 20!!

Chiaro che vivere vicino alla natura è una delle condizioni per decrescere.
La natura ci accudisce e ci sostiene, e senza di essa nulla potremmo.

L’autoproduzione in tutti i campi possibili è l’altra base del “piano” di decrescita.
Oltre al cibo, si fanno detersivi, cosmetici e tutta una serie di lavori di riciclo e riuso,  che ci permettono di abbattere i costi quotidiani. Diciamo che se ho bisogno di un’altalena… Di certo non sarà di plastica colorata con il disegno di Superman, trovata nell’ultimo maestoso centro commerciale,  ma solo un’asse di legno o un copertone vecchio legato con una corda alla quercia vicino al bosco.
E poi… i fili. Uncinetto, ferri, ago… Si torna a rattoppare, a chiudere buchi, a fare i maglioni come una volta.
Senza buttare. Senza sprecare.
Sì, non ho un soldo. Poveraccia?? Io credo Ricchissima.
Niente soldi, ma tempo libero, ritmi lenti, aria pulita, mani di terra ed energia verde che scorre dentro.

A tutti quelli che sognano la decrescita, ma sono spaventati dall’intraprendere questa strada dico:
è un percorso non facile, certo. Soprattutto perchè ci si deve scontrare con la retorica delle nostre abitudini,  e  il pensiero comune, che sembra avere nella difesa dell’accumulo di beni il suo scopo primario.
Si viene guardati un po’ di sottecchi all’inizio. Si passa per matti (e questo è un aspetto che amoooo! i matti sono avanti!).
Poi, quando salta loro agli occhi che è possibile, vedi tutte queste persone con una lampadina accesa sopra la testa che ti guardano chiedendoti consigli, assorbendo ogni informazione come una spugna, che aspettano qualcuno che gli indichi la via, la partenza,e pensi che basterebbe veramente poco perchè tutti si rendano conto che esiste un’altra scelta, perchè in fondo tutti sappiamo che il nostro modo di  vivere ci sta uccidendo e sta divorando il pianeta e che non si può continuare così.

Provate la decrescita.
Magari non è facile.
Magari si fa fatica.
Magari ci si innamora della persona che diventiamo quando freniamo un po’.
La decrescita ti mette il sorriso.
Ti porta sul sole andata e ritorno.

La decrescita ci salverà
Salverà noi, i nostri figli, il pianeta e
i suoi abitanti.
W la decrescita, venite con me!!

(manutree)

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41 comments

  1. Ciao, sono nuova ho letto tutte le vostre idee, esperienze, dubbi, paure c’ è comunque in tutti il medesimo desiderio di decrescita e sono convinta che ognuno troverá la strada giusta …i puntini si uniscono col tempo! le cose che nella vita ci capitano non sempre sappiamo leggerle al modo giusto poi ci rendiamo conto che senza alcuni momenti di crisi non saremmo mai riusciti a evolvere e migliorare. Io nella mia famiglia pensavo di essere a posto, fortunata rispetto a tanti disoccupati, una bella casa un marito buono e sensibile e gran lavoratore due figlie preadolescenti bravissime in tutto! Poi la doccia fredda la mia figliola 13 anni si ammala di anoressia e ci crolla il mondo addosso come é possibile? A Bologna cominciano a curarla e lei dopo due mesi durissimi si riprende e reagisce comincia a guarire! Nelle sere mentre lei cammina incessantemente attorno al tavolo trovo per caso il blog di casa edera dove una signora racconta il suo trasferimento dalla cittá alla montagna suo marito lo chiama il re delle fate e racconta del suo autoprodurre …. È così che abbiamo cominciato a guarire tutti mettendo il burro fuori dalla finestra per il pettirosso e le noci attaccate al filo per le cince … Ora io lavoro part time, mia figlia sta guarendo a tempi record, la stufa in casa ci fa compagnia, la nostra vita sta decrescendo ci siamo ripresi il tempo, non metto più fretta alla mia piccola quando fa i compiti, o al mattino per partire basta con la fretta cronica!!!! Una risata in più …facciamo regali di Natale fatti in casa e potrei continuare per ore… Non so dove arriveremo ma stiamo meglio tutti ,queste riflessioni ci hanno fatto stare bene. Grazie a tutti quelli che parlano e diffondono il concetto di decrescita.

  2. Cara Manu, leggere le tue parole infonde speranza ! Ma dove trovare il coraggio?…. la paura è tanta ….troppa. Non ho figli e questo , in parte, mi sembra un freno in meno….(posso togliere almeno un 50% di timore). Ma ho un marito che amo con tutto il cuore …..lo vedo..anche lui è infelice , in questa vita/ prigione, ma non sono sicura che saprebbe fare un salto nel vuoto…e io ho paura anche per lui… paura di rivelare i miei desideri profondi ,di coinvolgerlo in qualcosa che sento più mio che suo…. e se va male!!?
    Non è facile per niente……eppure sono convinta che una volta fatto il passo , la felicità sarebbe dietro l’angolo……

  3. Ciao bel racconto, soprattutto perché si tratta di un’esperienza vera e quindi traspare la tua passione e convinzione. Sono in un momento di forte cambiamento e sento che ciò che è stato fin’ora mi va molto stretto, non ho ancora fatto la tua stessa scelta, ma mi capita di desiderarlo sempre più spesso. Ho un grande entusiasmo, ma anche molta molta paura..

  4. Io sono d’accordissimo concettualmente. La cosa che mi scoccia è che si finisce sempre per “genderizzare la questione”, ovvero, la donna lascia un lavoro da 8 ore al giorno e l’uomo no.
    Anche il papà vorrà godersi l’infanzia dei figli, o no ?
    Anche lui potrebbe contribuire all’autoproduzione, o no ?
    Non sarebbe più congruo che si decrescesse insieme, magari mettendosi entrambi a part-time ?

    • Per quello che io penso, sarebbe bello e giusto. Poi generalizzare non è mai la cosa giusta, nel senso che caso per caso la situazione muta.
      Ogni famiglia ha la sua storia… Aspettiamo anche la Manu e sentiamo la sua!

  5. Ciao manutree e a tutti!!

    Articolo molto interessante e positivo, continua così, complimenti per il coraggio!

    Già che ho trovato questo bel blog, ne approfitto per unire l’utile al dilettevole!

    Attualmente sto facendo una tesi sulle varie visioni dell’ecologia, tra cui la decrescita, in ambito internazionale (affinità e differenze tra francia e italia).

    Abbiamo creato un questionario, ovviamente anonimo e molto rapido da compilare (una decina di minuti al massimo)!

    Se hai voglia di darci un’occhiata, mi piacerebbe avere il punto di vista di qualcuno che ha fatto una scelta così importante nella sua vita, se poi avrai voglia di diffonderlo, i risultati finali saranno ancora più accurati e interessanti!!

    Il questionario si trova qui
    http://obsurvey.com/S2.aspx?id=790E2652-963E-4757-A8F8-1034F73A3BCD

    Spero che non ti sia dispiaciuta questa mia intrusione, intanto ne approfitto per diffondere questa tua esperienza condividendo questo blog! 🙂

    A presto!!!

    • grazie mille Morgesten, certo che compilerò il questionario!!! altro che intrusione, è importantissimo trovarci e comunicare, fra persone che condividono già questa strada, o che ne sono affascinati e vorrebbero capire qualcosa in pìù, così da diffondere il più possibile il pensiero che vivere in maniera diversa si può!! grazie ancora e a presto. ^_^

  6. Io ho fatto una scelta simile 11 anni fa. Ho lasciato un lavoro (all’epoca part time) sicuro per la famiglia.
    Il part time per le donne è un’arma a doppio taglio, lavori mezza giornata ma lavori come fossi un tempo intero. Infatti io ho sempre preso lavori di colleghi full time che andavano in pensione. Facevo le stesse cose che facevano loro ma in metà tempo.
    Arrivavo a casa stremata e frustrata e non avevo voglia di stare con le mie bambine.
    Da qui la mia scelta, o tornavo a tempo intero, con tutte le conseguenze del caso, o mi licenziavo.
    E ho scelto la seconda opzione.
    Appena rimasta a casa ho ricominciato a cucire, cucinare e ad autoprodurre.
    Adesso sono vegana e faccio il più possibile per non acquistare.
    Per esempio riciclo i jeans e faccio borse e altro.
    Viva la decrescita felice!

  7. Bellissimo articolo. Tuttavia…
    Nutro qualche dubbio sulla originalità del concetto di decrescita disgiunto dall’attacco e riduzione del benessere e diritti sociali-civili fondamentali minimi. Quanto meno sono singolari i coincidenti tempi di apparsa delle due scuole di pensiero.
    Attenzione a non portare acqua al mulino dei soliti. I soliti che ci hanno propinato la “rivoluzione verde” anni ’70, le “rivoluzioni colorate”, “primavere arabe” e altro che bene all’anima e alla Terra non fa!

    • Ciao Lettere dalla Germania! Nel senso che lo stile in decrescita potrebbe alimentare la tendenza dei potenti a farci diventare ‘sempre più poveri’?

  8. vorrei dire la mia: sapete noi (parlo di me e il mio compy) quante email e telefonate riceviamo di persone -vecchietti-che hanno una casa in campagna circondata da aranceti (sto a valencia) che ci chiedono di trovare qualche coppia di buona volontà disposta a trasferirsi là affinché curi la casa e i campi prima che vadano in malora, perché i figli dei vecchietti non la vogliono? Adesso per esempio abbiamo tra le mani 25 ettari di terreno con casa da sistemare, dove andare a vivere gratis. So che in Italia spesso c’è lo stesso problema. In zone rurali della Toscana, Marche, Lombardia. Allora noi chiamiamo gli amici facciamo girare la voce e per ora abbiamo sistemato due amici in una cascina a 20 km da dove siamo noi, si stanno preparando all’inverno perché c’è solo la stufa a legna (noi abbiamo per ora 2 quintali di legna in legnaia, spaccata a mano). Certo, è un pacco. Molto lontano dalle comodità, spesso non c’è internet (meglio che non dica com’è internet in casa mia….pure io in mezzo ai campi). Soluzioni ci sono, a basso costo, quello che manca è spesso davvero solo la buona volontà di cambiare radicalmente vita. Eh già, non si può avere la cascina in campagna, l’orto e 2 macchine e la tv al plasma e 4 cellulari nuovi. C’è da licenziarsi come ha fatto Manu e lavorare ogni giorno per autoprodurre il cibo (ed io ero una che fino a 3 anni fa non sapeva fare il pane). Bisogna letteralmente ricominciare da zero. Se qualcuno è disposto a cambiare casa e Paese e riconvertire aranceti convenzionali in bio e facendo posto pure all’orto e un bosco basta che lo dica.

    Ciao Manu!^_^

    • volevo aggiungere che casa mia a 100 anni ce l’hanno lasciata gratis, era abbandonata da 50 anni e non aveva manco più il tetto, non aveva finestre, acqua corrente…ci siamo inventati elettricisti, falegnami, abbiamo tutto di seconda mano, abbiamo messo tubature e l’unico lavoro vero è stato far fare la fossa settica. Sul mio blog ci sono pure le foto….è un lavoraccio, ho i buchi nel tetto ma non tornerei mai a vivere in città.

  9. Ciao!
    Stefano mi ha dato l’ indirizzo del blog e son subito dovuta venire a curiosare !
    Ti forse stenterai a crederlo (so che non godiamo molto della vostra stima…anche se non sono ancora riuscita a capirne il motivo!!;-)) ma anche noi (intendo dire Denny ed io)stiamo proprio seguendo questa strada pur non volendo abbandonare l’azienda di famiglia nella quale crediamo fortemente e che i miei genitori tanto hanno faticato a mettere in piedi.

    Comunque, siete stati molto coraggiosi e vi ammiriamo molto, certo, i bambini saranno al settimo cielo a poter sempre stare con la loro mamma…per il mio non è la stessa cosa… non è facile per nulla lasciarlo tutto il giorno con un’altra persona (sebbene sia una persona fidatissima).

    E da blogger ti dico che questo blog è molto interessante e pieno di spunti…mmm…quella Nutella con i fagioli……mi sa proprio che la proverò! Tanto la materia prima in dispensa non manca mai!

    In bocca al lupo per tutto.

    Francesca e Denny.

  10. Ciao.
    Forse tu stenterai a crederlo, immagino non abbiate una gran stima di noi anche se non ne ho ancora capito il motivo (scusami, non voglio nè farti imbestialire nè fare polemica)…. ma noi stiamo cercando proprio di seguire questa vostra stessa strada pur non volendo abbandonare l’azienda di famiglia a cui tanto teniamo e in cui crediamo profondamente. Proprio un bel blog, interessantissimo e pieno di spunti. Complimenti e in bocca al lupo per questa bella strada che avete intrapreso, molto faticosa ma decisamente quella giusta.
    Francesca e Denny

  11. Sono d’accordo al 99%….tutto bello, bellissimo ma, come tu stessa scrivi “Chiaro che vivere vicino alla natura è una delle condizioni per decrescere.
    La natura ci accudisce e ci sostiene, e senza di essa nulla potremmo.”…. e allora, tutti quelli che vivono in città (e magari in qlk megaperiferia urbana) e non hanno i soldi per comprarsi casa in campagna che fanno???perchè di questo si tratta, le case con un pò di terra intorno, almeno in provincia di Bologna, sono solo per RICCHI, con i poveracci costretti a vivere nei quartieri popolari. Allora diciamo la verità, la decrescita così raccontata è una bellissima scelta, anche coraggiosa, ma oltre al coraggio ci vuole anche la fortuna di avere un “certo tipo di casa”. E poi diciamo anche che è una sorta di “via di fuga per chi riesce ad avere la bazza (botta di fortuna)” e non invece un modello esportabile per 60milioni di italiani…DOVE SONO LE CASE CON L’ORTO PER 60MILIONI DI ITALIANI???

    • Chiaro che vivere in campagna o sui monti, immersi nella Natura, o cmq lontani dalla città e dalla frenesia aiuta, anzi, renderebbe tutto molto più facile, sarei la prima a volermi isolare …
      Ma non tutti possiamo “scappare”, ognuno per motivi diversi, non solo economici, io ad esempio ho un figlio adolescente che non ci seguirebbe. quindi che si fa? si trova la calma dentro di noi, si inizia a vivere con ritmi diversi, verso orizzonti e obiettivi diversi … in maggiore armonia con il Tutto. Semplice no? 😉

    • allora, partiamo: questa è la MIA strada per la decrescita.. prima di tutto io non ho abbandonato il mondo per ritirarmi nella natura perchè sono ricca.. qui ci sono nata, in un comune di 7000 anime ai piedi delle alpi.. fortunata? secondo me si, ma la maggior parte delle persone che vivono in città , non accetterebbero mai di stare in un posto come questo, dove non c’è nulla.. niente cinema, teatro, concerti, ristorante cinese, paninoteca, negozi o centri commerciali.. ci vanno 30 minuti di strada per queste cose.. qui ci sono bar, e 3 pizzerie e via.. qui ci sono boschi e rive, e fabbriche quasi vuote che hanno distrutto in parte la meraviglia del nostro paesaggio.. qui tanti hanno l’orto, ma tantissimi hanno la terra ma non piegano la schiena, perchè ancora troppo inglobati nel sistema.. la mia testimonianza non è LA VIA per tutti.. io ho cambiato la mia vita, senza stravolgerla completamente, ma semplicemente cambiando le mie priorità… non ho la ricetta per salvare tutti.. ma non credo nemmeno che tutti vorrebbero fare questa scelta, pur avendone le possibilità.. non è che 60 milioni di persone devono per forza vivere come faccio io.. e non posso sapere meglio di chi ci abita, come e cosa bisogna fare per cambiare vita quando si abita in città.. mani in pasta, orti condivisi, gruppi di acquisto solidale, carsharing, serate con amici a riprovare il piacere del baratto, vasi di terra su balcone e tanta voglia di fare e di cambiare possono essere una parte della ricetta per voi cittadini.. la decrescita è fatta anche di piccoli passi, ognuno sceglie quanti farne, si inizia dal fare la pizza a casa, fino a costruirsi il mobiletto della tv da soli.. la decrescita è una scelta, il rifiuto di continuare a vivere con lo schema assurdo che ci hanno imposto, è rendersi conto che siamo noi i primi a dover far partire il cambiamento, altrimenti nulla potrà cambiare.. Giuseppe, mi dispiace x questa tua difficoltà di vedere oltre, la paura di fondo che impedisce un altra visuale è difficile da scardinare.. ti auguro di poter sperimentare prima o poi qualche passo in decrescita, nelle cose semplici della vita di tutti i giorni.. vedrai, quando si inizia, non si smette più.. tanti auguri..

  12. bello,bello bello…!!! Adoro la natura,ho un piccolo orticello,due cani,4 figli…! da sempre ho fatto mie le vostre tendenze,ma non pensavo fossero parte di una particolare filosofia di vita! Adesso che sono separata e senza lavoro,il mio sapermi arrangiare in tutto è diventato più che un hobby una necessità!!! e si vive lo stesso!!!!

  13. Vivere a contatto con la natura e soprattutto con la propria famiglia è il regalo più bello a cui si possa aspirare. Son due anni che viviamo in un borgo pressochè disabitato, abbiamo costruito un sogno: vivere e lavorare insieme (altrimenti che ti sposi a fare? E perchè facciam figli se non ci possiamo stare?). L’ agriturismo Slowcanda nasce da queste basi e sono ben felice di aver intrapreso questa strada, bella, dura, ma che ci fa vivere così bene..Brava! E bravi a tutti coloro che ci proveranno, non è impossibile!

  14. Tutti daccordo, quindi? Mi sembra quasi una forma di chic integralismo, quasi una forma di classismo al contrario. Ovviamente io sono di parere opposto. Capisco la posizione, so il valore del tempo alle persone. Odio pero i lavori manuali. Riconosco la bruttezza dell attuale mercato. Ma penso che se fossimo un paese sano, cercheremmo di lottare, non di rifugiarci nella tranquilluta della natura come nel medioevo. Rispetto la tua scelta, la ho valutata e rifiutata. In aggiunta, e qui temo di fare imbestialire tutti, e facile chiedere il aparere a un bambino il cui voto e certamente preso se si parla di affetti. In bocca al lupo, ma io scelgo di lottare tra a societa, aiutando i miei amici e cari, con le regole dle mercato. E non mi sentiro per questo una brutta persona. In bocca al lupo a tutti, luca

  15. che poi parliamone,tra 50anni avremo molti ricordi e cose da dire,al contrario di chi corre per arrivare a qualcosa che quando ce l’ha in mano non vale niente.E’ arrivato il momento di giudicare le cose e le persone in base al loro valore e non in base al prezzo.

  16. Come te ho fatto il mio percorso “a ritroso”..Vengo considerata una matta perchè vivo in aperta campagna dove non si ottiene tutto.. con un click, ..dove la corrente manca per dei giorni e così pure l’acqua, dove qualsiasi necessità diventa un problema da risolvere…con pochi mezzi e tanto ingegno.Non ho bisogno d’altro che di tempi per fare ciò che voglio…Ho ritrovato la mia libertà, il non essere schiava di nulla ….I ritmi sono quelli del tempo..se piove si sta dentro casa così come quando il sole ti cucina il cervello…per il resto mi considero una bestiola al pascolo…Conosco le pietre tra un filare e l’altro degli olivi, guardo le nuvole e so con esattezza che spirerà forte il vento in un preludio di pioggia improvvisa e violenta…stendo i panni che sembra respirino ossigeno quando si gonfiano al sole e profumano di sapone..Ritorno con la memoria a quando ero piccina ..lo stesso profumo del bucato della nonna..MI sento, faccio l’asociale, ..sento così forte l’avversione al traffico cittadino, all’affollamento degli ipermarket, ai rumori dei ristoranti..che temo solo di dover lasciare questa piccola mia oasi felice..Sono diventata un tutt’uno con la mia terra,,e visto che di lei mi nutro..ora sono vegetariana, vegana no, no..gli animali ci fanno dono dei loro prodotti….:-)))
    Si è difficile fare il salto nel vuoto ed è talvolta duro ed ingrato il lavoro sul campo..ma che pace, che colori, che profumi, che quiete e che serenità…
    Io non torno indietro…stupiscano pure i benpensanti :-)))
    Brave noi che ci abbiamo provato!
    Annamaria

  17. vivo le tue stesse emozioni, le scelte, il lavoro, il compagno, i figli, il cappotto pure! il desiderio anche fisico della … lentezza.
    ma non ti nascondo a volte le ansie, la paura di non potercela fare.
    una cosa certa è che la decrescita mi rende finalmente libera e felice!

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