Le domande/affermazioni topiche sull’ecologista (e per di più) in decrescita


Se vuoi iniziare un percorso di decrescita devi prima passare dall’ecologia. In poche parole, il tuo sarà un percorso di ecologia e decrescita. Durante il quale dovrai re-imparare a mangiare (SONO DIVENTATA VEGETARIANA); re-imparare a consumare; re-imparare a fare le pulizie; a gestire la tua casa e i tuoi rifiuti; le tue bollette; il tuo portafoglio. DOVRAI RE-IMPARARE A DARE IL GIUSTO VALORE ALLE COSE INSOMMA.

Pensando a quanto in due anni è cambiata la mia vita e, soprattutto, il mio modo di vedere le cose del Mondo, imparando a chiedermi quasi sempre (in libreria proprio non ci riesco!), ‘Ma questa cosa mi serve davvero?’, ho voluto tracciare le domande che mi sono sentita fare in questo percorso nel mondo della decrescita. Da coloro che in decrescita non sono. E ho cercato di rispondere, sia col buonsenso che con dati scientificamente provati, visto che ormai solo a quelli sappiamo dare ragione.

Eco-Murales

1 – ‘Ma mangi solo verdure alla griglia?’
No, i vegetariani non mangiano solo verdure alla griglia o bollite. La dieta vegetariana è uno stile alimentare vario, completo e sano: le proteine ingerite sono quelle vegetali che compiono un’azione prolungata nel tempo; è ricchissima di vitamine, sali minerali, oligoelementi e povera di colesterolo e grassi cattivi. E vi dirò anche un’altra cosa: la cucina vegetariana è anche saporita! 😉

2 – ‘La raccolta differenziata non serve: serve solo per spillare più quattrini’.
Non ho numeri alla mano per poter smentire questa affermazioni sempre più diffusa: scoraggiamento, incredulità, rassegnazione e profondo disagio, per non dire peggio, nei confronti della nostra classe dirigente, ci porta a conclusioni erronee e ‘facilone’. Potrei rispondere così: ‘Ok, va bene. Allora potremmo abbandonare i nostri rifiuti in mezzo a una strada, dargli fuoco o magari accumularli in cantina insieme a cose che non desideriamo più’. Non è una risposta. La risposta sta, invece, nel consumo discreto, nel riciclo selvaggio, nella moderazione. E poi ci sono storie che smentiscono tutto ciò e che danno il buon esempio e la speranza che se si vuole si può fare: a Vedelago c’è una centrale di smaltimento rifiuti misti, anche detti ‘secchi’, unico in Italia nel suo genere, poiché acquista dal Comune e da aziende questo tipo di rifiuto solido urbano, lo ricicla con macchinari all’avanguardia e lo trasforma in materiale edile ad alta resa. Potete vedere la storia di Vedelago qui.

3 – ‘Sono vegetariana’. ‘Ok, allora ti cucino pesce!?’. ‘O__o’
No, anche il pesce è carne, così come i wurstel, gli affettati e il tonno in scatola.
Per la cronaca, colgo l’occasione per elencarvi le specie marine a serio rischio di estinzione: questi dati sono forniti da Sea Shepherd, un’organizzazione internazionale senza fini di lucro la cui missione è quella di fermare la distruzione dell’habitat naturale e il massacro delle specie selvatiche negli oceani del mondo intero, al fine di conservare e proteggere l’ecosistema e le differenti specie.
Le specie marine difese da Sea Shepherd e a rischio estinzione sono: delfini, balene, squali, foche, tonno rosso, tartarughe marine.

4 – ‘Anche le verdure hanno un’anima’.
Sì, sono d’accordo, più che anima la chiamerei energia: quell’energia che utilizzano per crescere, nutrirsi e trasformare la luce in sostanza vitale. Ma è ormai scientificamente provato che gli animali hanno un sistema nervoso molto simile a quello dell’uomo
Nel corso dell’evoluzione, infatti, man mano che si afferma la simmetria bilaterale, i neuroni progressivamente si concentrano verso il capo (cefalizzazione), l’estremità del corpo alla quale spetta la funzione di esplorare l’ambiente alla ricerca di cibo e che, per prima, è esposta a potenziali pericoli. Qui si radunano anche le cellule recettrici o gli organi di senso. Ciò significa che un animale quando sta per essere ucciso, lo sente.

5 – ‘Non salverai il mondo chiudendo il rubinetto quando ti lavi i denti’.
Certo che no. Ma come diceva mia nonna ‘Aiutati che Dio t’aiuta’. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo: questo lo disse Gandhi. Se vuoi cambiare qualcosa occorre partire da se stessi, sempre. Qualsiasi piccolo gesto risuona nell’Universo e ne chiama altri.
Ma bando agli spiritualismi e vediamo i numeri: in media, ogni italiano impiega 3 minuti per lavarsi i denti: in 3 minuti, dal vostro rubinetto sgorgheranno 25,71 litri di acqua. In Italia siamo 60 milioni di individui: lavando i denti 2 volte al giorno se ne vanno, a testa, 3 miliardi e 85 milioni di litri al giorno. Solo per lavare i denti. Meditate gente, meditate.

6 – ‘L’orto sul balcone? Non potrai mai produrre cibo sufficiente per te e la tua famiglia’.
Un giorno mi sono chiesta ‘Chi produce il mio cibo?”.
Ho riflettuto a lungo su questa domanda e mi ha intimamente sconvolto rendermi conto che il mio cibo, il mio nutrimento, viene prodotto da altri. Individui che non conosco in luoghi che non conosco, che fanno uso di materie prime che non conosco.
Il perché di un orto sul balcone lo si può spiegare attraverso il diritto di ognuno di noi all’autosufficienza alimentare, seppur chiaramente simbolica.
Il messaggio è: inizio da qui. Ne sono capace. Posso, con le mie mani-testa-cuore, coltivare il mio cibo.
Coltivare un piccolo orto sul balcone è un gesto d’amore, di semplicità e di responsabilità.
D’amore per se stessi: perché si è ciò che si mangia.
Di semplicità: andare sul balcone, cogliere il basilico e fare il pesto per condire le trofie per il pranzo… Non ha prezzo.
Di responsabilità: la nostra è la società del delegare a qualcun’altro qualsiasi cosa. Riprendiamoci il ‘saper fare’: soltanto attraverso gesti di responsabilità si può tornare ad essere davvero liberi.

7 – ‘Lavoro tutta la settimana e non ho assolutamente tempo (e voglia) di autoprodurre alcunché’.
Che ne dite, il sabato, invece di offuscarvi il cervello in un centro commerciale, di fare il pane in casa? La ricetta la troverete qui e ci vogliono circa 8 ore con intervalli regolari che potrete sfruttare per far quello che volete. E se vi regalano una cassetta di pere, fare insieme al vostro compagno o ai vostri figli una buona composta vi stupirà, oltre a rendere felice il vostro palato.

8 – ‘Barattare le mie cose con quelle di qualcun’altro? Ma non posso mettere in casa mia oggetti appartenuti a sconosciuti!’.
Barattando si fanno affari davvero interessanti. Iniziate a farlo con le amiche, organizzando delle serate a tema a casa vostra: pane fatto in casa con marmellate fatte in casa e baratto!
Il baratto, poi, nasconde un’opportunità davvero unica: se non sopporti più di vedere in giro per la casa oggetti di cui hai l’ardente desiderio di sbarazzarti, allora baratta! C’è qualcuno che attende proprio il tappeto che tu odi così tanto! E se la vostra resistenza agli oggetti altrui proprio non si attenua, sappiate che ci sono portali dedicati come Zero Relativo o Reoose dove tutto ciò che acquisterete è controllato nei minimi dettagli.

Buona Decrescita a tutti!

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3 commenti

  1. Sembra difficile a credere che tu debba ancora spiegare cosa sia “vegetariano” (io sono onnivoro) 🙂 anche se commento poco, leggo sempre con piacere le vostre esperienze (culinarie e non) 🙂 avanti cosi! anche se la gente non differenziasse… ma perlomeno non gettasse rifiuti ovunque, sarebbe già un bel primo passo! 🙂 rispetto per le persone e rispetto per il territorio / natura 🙂

    • La scelta vegetariana è, appunto, una scelta. Non si tratta di discriminazione: quello che vorrei che passasse è un messaggio di consapevolezza: chi decide di fare una cosa, e anche mangiare carne è una scelta, dovrebbe farlo con consapevolezza, coscienza e responsabilità!
      Grazie per aver commentato e per seguirci!!! ❤

      • Il mio stupore è che c’è ancora molta gente che non sappia cosa vuol dire “vegetariano” 🙂 Non polemizzavo sulla scelta (la mia compagna è vegetariana).

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