“Soluzioni locali per un disordine globale”, ovvero le ragioni che ci condurranno a “Il pianeta verde”


Uno dei film, che durante il mio approccio alla decrescita, mi ha donato più entusiasmi, emozioni e senso di descrescita appunto, è stato senza dubbio “Il pianeta verde”, di Coline Serreau.

Successivamente la Serreau, ha prodotto Soluzioni locali per un disordine globale, un film documentario, che entra nel vivo del problema della produzione di cibo, della storia delle sementi e dei fertilizzanti chimici nati dall’industria degli armamenti in seguito alla prima e alla seconda guerra mondiale.

Con l’intervento di scienziati, attivisti, filosofi e agricoltori, il film arriva a trattare il problema della desertificazione dei suoli, la morte del suolo, la scomparsa dell’humus, di materiale organico quindi, indispensabile alla sopravvivenza dei microrganismi del suolo, dai quali dipende tutta la catena alimentare, poiché laddove non nascono più piante, nessun animale può sopravvivere.

Desertificazione sempre più massicccia, di vaste areee del pianeta, in cui la famosa rivoluzione verde ha approdato.

Un business dell’industria chimica, che ha trovato strada facile, dal momento che l’umanità ha relegato la produzione del suo cibo a pochi contadini ancora rimasti a conoscere il loro mestiere.

Ancora una volta, la decrescita e la produzione locale, su bassa scala, se non addirittura famigliare, sembra risultare la strada vincente da percorrere per liberare il cibo e la terra dal monopolio dell’industria e del capitalismo.

Il documentario tratta anche il tema del femminile e dell’approccio “femminile” alla Terra, che pare essere il più saggio che l’umanità abbia mai seguito.

Tutta la mia stima va ai diversi “attori” del documentario, come Vandana Shiva, Pierre Rhabi, Dominique Guillet, dell’associazione Kokopelli, Lydia e Claude Bourguignon, che sono rimasti gli ultimi due studiosi del suolo e dei microrganismi, al Movimento dei lavoratori senza terra, per i quali mi sono emozionata moltissimo, le lacrime sono state inevitabili, a tutti gli altri che sono intervenuti e naturamente tutta la mia stima a Coline Serreau, che ancora una volta ha saputo individuare con chiarezza i problemi trovandone le soluzioni, in una maniera lucida, semplice e diretta.

Il link del film: http://www.youtube.com/watch?v=64Sx-7-Z1rs

Buona visione a tutti!

Ema

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