AAA Cercasi scarponi chiodati: c’è bisogno di agire


scelta

La scelta c’è dove c’è confusione. Per la mente che vede con chiarezza non c’è necessità di scelta, c’è azione. Penso che molti problemi scaturiscano dal dire che siamo liberi di scegliere, che la scelta significa libertà. Al contrario, io direi che la scelta significa una mente confusa, e perciò non libera“. (Jiddu Krishnamurti)

Ho letto stamani questa frase sul post scritto da una persona molto particolare con la quale si è instaurata una conoscenza virtuale: è l’autrice di questo blog, fatto di post scritti con l’anima, quella nuda e cruda, quella senza mente.
In questo post, Gioia scriveva di scelta ed esordiva con la frase di cui sopra.
Ovviamente appena ho letto il post mi ci sono rivista completamente.
La scelta, vado o non vado? Affronto i miei desideri o abdico ad essi?
Mi faccio vivere o vivo?

È un dubbio che ormai mi affligge da diverso tempo. Scegliere o non scegliere.
Facendo finta che tutto vada bene. Più o meno.
Alzandosi la mattina sentendo che quello che stai facendo è solo una parte di quello che vorresti.
Poi ho capito che non occorre scegliere. Occorre agire.
Tra le due cose c’è di mezzo la luna. Il mare. E l’oceano.
C’è di mezzo il fatto che la scelta presuppone un’indecisione nel mare dei perché.
Nell’oceano dei dubbi del non sapere mai quale sia la scelta giusta.

Non c’è la scelta giusta, vero?
C’è quello che sei tu. Tu sei e quindi agisci.
C’è da scoprire il fine, il nostro intimo, fiero, luminoso fine.
Io l’ho scoperto il mio.
Ora dovrei agire per raggiungerlo. Ma come?
Il percorso è lastricato di ghiaccio scivoloso, devo comprare dei buoni scarponi chiodati.
Vestirmene l’anima, e partire per il viaggio.

C’è però ancora una vocina che quotidianamente mi dice ‘Ma sei sicura che sia la scelta giusta?’.
La risposta è ‘No che non sono sicura!’.
Ma io non devo scegliere, devo agire.

Ce n’è anche un’altra di vocina che mi dice ‘Stai rimettendo in atto i tuoi schemi’.
Come faccio a capire se davvero è così? Se quella vocina mente o se sono la vera io?
Agire ora per me significherebbe prendere decisioni, una in particolare, che ricalcano in un certo modo scelte passate: mi chiedo però se allora ci fosse un fine.

E allora la soluzione qual è?
Non lo so. Forse lo scoprirò solo agendo.

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2 commenti

  1. Condivido in pieno. Sono arrivata alla conclusione che tra l’indecisione del fare o non fare è meglio fare. Poi si vedrà perchè solo agendo, come dici tu, ci potranno essere dei risultati, positivi o negativi. Un abbraccio

  2. Dai Giulia, che tra pochissimo affrontiamo proprio i fini!
    Leggendoti devo proprio ammettere che mi sono sentito orgoglioso di sostenere la tua crescita, hai una grande forza e delle bellissime doti! È ora di puntare e…agire!

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