Idromele, ricetta di Sandor Ellis Katz, fermentatore folle, scrittore e divulgatore


Ho già parlato della fermentazione qui in merito ai crauti fatti in casa: dopo aver acquistato il libro di Sandor Ellis Katz ‘Wild Fermentation‘ mi sono appassionata a questo modo di creare la vita e gli esperimenti continuano.
La scorsa settimana ho finalmente bevuto l’IDROMELE, la bevanda a base di acqua e miele che avevo messo a fermentare in febbraio.
Quella dell’idromele è una fermentazione alcolica: viene eseguita da lieviti che trasformano gli zuccheri in alcol. Avviene in ambienti privi di ossigeno. Molti di questi lieviti fanno parte della famiglia dei Saccaromiceti, gli stessi che attivano il processo di panificazione.

Per fare l’idromele servono 2 kg e mezzo di miele su 5 l di acqua.
Sandor scrive che ci sono molte ricette dell’idromele, alcune con il miele che supera la metà della quantità di acqua, praticamente più miele c’è più la bevanda ha possibilità di fermentare: in ogni modo con metà miele rispetto alla quantità di acqua si ha una buona fermentazione.

La Preparazione è davvero semplice: si versa in una capiente brocca di terracotta o ceramica, l’acqua e il miele, mescolando con cura fino a quando il miele non sarà sciolto.
Si copre il nostro contenitore con una garza per non far entrare polvere o moscerini: si sceglie la garza poiché, invece, è importante che l’aria in questa fase filtri.
Si lascia il nostro idromele così per 15 giorni, mescolando con una frusta da dolci il liquido 3 volte al giorno, 2 volte in senso orario e 2 volte in senso antiorario per qualche minuto: il movimento serve ad azionare la fermentazione, infatti, se tutto procede bene, dopo una settimana il liquido inizierà a sobbollire, presentando bollicine sulla superficie.

*RICORDO CHE LA TEMPERATURA DI FERMENTAZIONE NON DEVE SUPERARE I 22 GRADI: È BENE QUINDI MUNIRSI DI TERMOMETRO PER CONTROLLARE LA TEMPERATURA INTERNA DELLA BEVANDA O ALIMENTO CHE SI VA A TRATTARE.

Trascorsi i 15 giorni potete scegliere: o bere l’idromele che sarà ancora dolcissimo e poco fermentato, oppure proseguire la fermentazione.
Se scegliete la seconda via, ecco cosa dovete fare: imbottigliate l’idromele in bottiglie di vetro scure fino all’orlo poiché l’aria non deve passare. Il tappo e il liquido si devono quasi toccare.
Lasciare le bottiglie con l’idromele in un luogo buio e fresco per il tempo che ritenete opportuno, più fermenta più il suo grado alcolico sale e il sapore muta: se la fermentazione avviene a basse temperature, sarà più lenta ma migliore; al contrario, con alte temperature la fermentazione sarà sì più veloce, ma il risultato potrebbe non sempre essere all’altezza.

L’idromele ha un gusto simile a quello del mosto, è frizzante, dolce e a me piace fresco e diluito con acqua frizzante e una fogliolina di menta.

idromele
idromele fermentato cinque mesi
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