In Toscana ho incontrato un piccolo (grandissimo) popolo


ecologia del risparmio

Apro la cartina della Toscana su Google Maps per individuare dove si trovi questo luogo mai sentito e probabilmente piuttosto sperduto.
La Signora Claudia che mi ha contattata, promotrice di iniziative per Siena Ambiente, mi dice che siamo appunto vicino alla città del Palio, comune di Torrita di Siena: mai sentito.
Lo chiedo a mio babbo, grande conoscitore della Maremma toscana, “Babbo tu sai dove si trova Torrita di Siena?”, “Certo, è dopo Arezzo, nel bel mezzo della Maremma, vicino a Pienza”.

Guardo la cartina con altri occhi, rileggo la mail di Claudia, scoprendo che in realtà il paese dove dovrò andare a presentare il mio libro, Ecologia del Risparmio, si chiama Montefollonico ed è un paesello di poche anime arroccato sulle colline. Neppure il babbo sa dov’è.
Chi vuoi che venga ad ascoltare quello che ho da dire?
Va bene, la presentazione è organizzata dal locale Partito Democratico, in seno alla Festa mangereccia del PD, sono stati invitati esponenti di EcoDem e un parlamentare di Siena, che adesso lavora a Roma… ma alla fine, in un paesetto di poche anime chi vuoi che mi ascolti? Che interesse possono mai avere per orti, pane e pasta madre, detersivi fatti in casa, di una tipa che ha scelto di pensare prima di comprare e che non è ciò che compra?
Ok, io ormai ho accettato, quindi comunque vada sarà un successo.

Tutto questo è avvenuto ieri.

Mi sparo 400 chilometri da Bassano del Grappa (la città che mi ha adottata) a Montefollonico, fermandomi nella natìa Pistoia a recuperare i miei genitori che non si perderebbero mai e poi mai la figlia che parla su un palco.
Arriviamo a Montefollonico percorrendo le meravigliose colline di Pienza, in mezzo a boschi: al ritorno, alle due di ieri notte, una famigliola di 5 cinghialini ha dato l’ultimo saluto, attraversando la strada da bosco a bosco.
Insomma, giunti nel piccolo borgo, la festa democratica che mi trovo davanti è una tipica festa di Paese, tanta gente che mangia pici al sugo e torte di mele, mamme e papà, bambini e nonne.
Chi mi ascolterà? Chi sarà disposto a barattare una birra con parole ecologiche?

La presentazione è alle 21.30, ma alle 21.25 neanche l’ombra di una persona sul palco: allora, il gruppo parlereccio, io, l’assessore, il parlamentare, l’esponente di EcoDem di Siena, ci beviamo qualcosa al bar. Alle 22.15 decidiamo di iniziare, nonostante il pubblico non si decida a formarsi.
A questo punto annunciamo che la presentazione di Ecologia del Risparmio di Giulia Landini sta per iniziare, anime pie si avvicinano e dopo 10 minuti quasi tutta la piccola platea è completa.

“Queste persone sono qui per ascoltarmi”, penso ardentemente, screditando quella cretina della mia mente che infieriva con giudizi e paure sommarie.

L’Assessore, una giovane donna che ha deciso di mettere le sue energie in campo per il bene comune, presenta me e il mio libro e ne legge un passo:
Andando piano ho imparato, per continuare a disimparare e imparare di nuovo, che dentro di noi abbiamo la verità di ciò che siamo e che l’unica cosa che importa è sentirla, anche se fa soffrire (dopo l’inverno c’è la primavera, SEMPRE), perché è solo tramite l’accettazione più profonda della nostra sofferenza e solitudine interiore che possiamo vivere e sentire il nostro cuore, il nostro Io.
Andando piano ho rifiutato un posto di lavoro a tempo indeterminato che mi avrebbe costretta a tornare ad andare veloce.
Andando piano il puzzle ha iniziato a ricomporsi un po’ e le mie idee oggi sono molto più chiare.
Andando piano ho deciso che quest’estate andrò a lavorare in un’azienda agricola, dove spero di riuscire a sentire ancora di più.
Andando piano ho capito che la verità ce l’abbiamo dentro.
La lezione più grande è stata imparare ad aspettare con il cuore fermo, nella certezza, ed era lui che me lo diceva, che tutto sarebbe andato a posto.
A quel punto, ho girato la curva. Dietro la quale ho visto un meraviglioso prato verde, papaveri rossi e tanti alberi. Ancora non vedo dove finisce, ma spero di non vederlo mai. E so anche che arriveranno altri temporali: ora li attendo con consapevolezza.
Poi c’è un amico molto speciale che un giorno mi ha detto: “Se la strada che hai intrapreso è quella giusta, tutto andrà liscio. Esattamente come deve andare”.

Devo ammettere che ogni volta che qualcuno, o io medesima, legge questo passo della prefazione del mio libro, mi vengono i lucciconi: perché quel periodo è proprio dietro di me, dentro di me ed è quello che mi h portata qui.
Anche Fabrizio, seduto nel pubblico, ha i lucciconi agli occhi.
Ma io prendo il microfono, schiarisco la voce e parto.
Parto e parlo.
Di decrescita. Di cosa mi ha portato sulla via. Che cosa significa fare il pane in casa. Provo a spiegare la gioia di farmi un orto. Di vivere in due e mezzo con mille euro al mese. Che per me è questa la vita, ora che la mordo e ci sono io al centro.
Che la vita vera non è un tv a mille pollici e neppure un auto di ultima generazione. Che nella vita si ricomincia sempre e che lei non è né buona né cattiva. Lei è. Io sono.

Spiego tutto questo di un fiato con la voce decisa di una Donna che ha fatto una Scelta.
Quando parlo di Costanza, la mia pasta madre centenaria, i volti si aprono, sorridono, gruppi di persone si avvicinano al palco e inchiodano i loro sguardi a me, perché voglioni sapere che cosa ho da dire loro.
Poi scopro che questo piccolo popolo è con me al 100%: che qui si fa il pane con la pasta madre, che qui ognuno coltiva un orto, che qui le conserve della Cirio non esistono.
Che qui, quando si mangia il maiale, è ancora quello ucciso con le proprie mani.
E alla fine mi fermano Signori e Signore di ‘una certa età’ e cercano conferma nei miei occhi quando mi raccontano che i loro orti sono splendidi e che ‘Io ai miei nipotini faccio tutti i giorni la pastasciutta con i pomodori del mio orto’, oppure quando mi regalano ‘I miei cantuccini di Prato che sono più buoni di quelli della pasticceria”.

L’ultimo intervento è stato di un nonno che ha voluto il microfono per dire che ‘Io sono stufo di questa politica del niente. Qui c’è bisogno di persone come la giornalista (ossia io) che insegnino ai bambini la bellezza dei piccoli gesti, che questo non vuol dire tornare indietro, ma andare avanti con la potenzialità che solo i veri valori possono avere. La vera politica la fanno i gesti piccoli delle persone”.

Ero scettica, lo ammetto.
Ma questo piccolo popolo, in poche ore, mi ha confermato nel cuore una cosa importante: che solo la condivisione e la rete fra piccoli popoli potrà ridare la speranza.
Questo piccolo popolo ha avuto la voglia di invitare me a parlare di temi così caldi, ma allo stesso tempo conosciuti ed io in questo gesto ho letto talmente tanta umiltà e apertura che ancora una volta mi sono sorpresa a riconfermare e innamorarmi del mio percorso.

Abbiamo concluso il tutto con un invito e una promessa: tornare a Montefollonico per parlare ai ragazzi delle scuole medie e portare loro la mia esperienza delle piccole e buone pratiche.
Io sono felice oggi.
Perché ho dato un’opportunità a me stessa.
Perché da questo piccolo popolo ho imparato tanto.
E perché ho compreso che solo un piccolo popolo alla volta può fare davvero la differenza.

Giulia Landini

ecologia del risparmio

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7 commenti

  1. Anch’io vengo da questo piccolo grande popolo. Montefollonico è qui vicino a casa mia. Ma non siamo maremmani, siamo della Val d’Orcia, vicino al Monte Amiata.
    Benvenuta!!!

  2. Che bello essere accolti così, puoi dire alla tua mente di stare tranquilla prossima volta. Anch’io pur vivendo in una grande città mi permetto di andare lentamente e di concedermi i piccoli gesti sottolineando la loro bellezza. Non ho ancora avuto occasione di leggere il tuo libro, ma mi hai fatto venir voglia… Ti auguro una splendida giornata con i tuoi tempi!

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