Parto, canto, raccolgo: e scrivo di erbe selvatiche commestibili


Cucinare-con-i-fiori-e-con-le-erbe-di-campo
La natura è una panacea di doni e non.
Basta saperli vedere. Anzi, riconoscere.
Si chiamano erbe spontanee, selvatiche, erbacce, infestanti… Ogni popolo la sua parola.
Ma quello che spesso non si dice è che una buonissima percentuale di queste ‘erbacce’ è commestibile, è salutare, saporita e ottima per la nostra salute.

Sono diversi anni che seguo con attenzione la storia delle specie più bistrattate dei nostri tempi: ho letto tanto, studiato, ma la più grande esperienza, come gli assidui raccoglitori sanno, è quella ‘sul campo’.
In questo caso ‘nel campo’.
In collina, montagna o pianura, purché sia un luogo pulito e lontano da inquinamento e traffico.
Raccogliere erbe di campo mi dà tanta gioia in qualsiasi stagione: questo inverno sperimenterò le bacche di rosa, l’elleboro e chissà cos’altro mi si presenterà sul cammino.
Sì perché le erbe di campo ti si presentano davanti, ci inciampi e le calpesti: poi a un certo punto, sarà il fiore con il quale esse vogliono sedurti, sarà che il tuo occhio risulta attratto proprio da quella forma di foglia, ma all’improvviso quell’erbaccia diventa un’erba commestibile.
Incredibile vero?
Ormai ho imparato ad avere pazienza con me e con loro: non tutte hanno voglia di mostrarsi a me ed io non sono pronta per ricevere loro.
Pertanto ogni stagione imparo a riconoscere e fare esperienza con sei sette specie, a riconoscerle, a capirle, a cucinarle e a ringraziarle. Perché mica tutte queste erbe hanno lo stesso carattere eh! Ognuna di loro ha sapori e consistenze diverse e ognuna di loro cura qualche altra cosa dentro di noi.
Chi i reni, chi il fegato, lo stomaco o l’umore, fatto sta che solitamente ci avviciniamo a quella di cui abbiamo più bisogno: non a caso, il periodo in cui conobbi la Signora Melissa avevo disturbi digestivi; quando inizia a comprendere e amare l’ortica i miei capelli non erano così belli; o il tarassaco, la cui radice curò il mio fegato appesantito.

Oggi di erbe ne conosco 31. E queste erbe le ho messe in un libro digitale, un ebook pubblicato da Area51 Editore in collaborazione con L’Altra Medicina Magazine.
Il prezzo è assolutamente democratico e se avete voglia di fare un giro nel mio mondo delle erbe, accomodatevi!
Alla fine ho voluto deliziare i vostri palati con 34 ricette, dagli antipasti ai dolci, passando per gli sciroppi.

Concludo con la sinossi del libro:
Armati di cesto, scarpe da passeggio, voglia di scoprire e acquolina in bocca, siete pronti per iniziare il viaggio alla scoperta delle erbe commestibili.
Prati e boschi ci attendono per offrirci squisite leccornie da stufare, lessare o gustare crude, per dare vita a un tripudio di sapori benefici anche per il nostro organismo.
Questo libro racconta il viaggio nel mondo delle erbe commestibili: la loro storia in giro per l’Italia, come riconoscerle, conservarle, cucinarle ed entrare in contatto con le loro energie più sottili.
Un patrimonio culturale e mangereccio da riconquistare andando a spasso, tra i fiori giallo oro del tarassaco, le foglie lanceolate della piantaggine e quelle grasse della portulaca, fino ad arrivare in cima a una robinia per afferrare (e poi mangiare) le profumatissime ciocche bianche di questo bistrattatissimo albero”.

La Giulia Giulietta

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6 commenti

  1. sono di roma
    Moltissimi anni fa mia madre( premetto sono un oltre sessantenne) raccoglieva nei terreni tufacei una pianta simile alla pimpinella, ma a differenza di questa era più grassottella, leggermente pelosetta, ma con un profumo così intenso che rendeva le verdure mangiate crude quasi inebrianti. Guardando e cercando su vari canali, non sono riuscito ad avere nessun risultato in merito. Pertanto se Voi siete in grado a darmi qualche lume in merito ne sarei grato:
    Ringrazio anticipatamente

  2. Molto utile questo librino, lo prendo subito! Io quest’anno ne ho scoperte un paio di cui ignoravo nome e “commestibilità”, non vedo l’ora di saperne di più 🙂

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