Tintura madre di salvia, nuove autoproduzioni casalinghe e Pancia Mamma


Vorrete perdonarmi per le prolungate assenze ma, forse molti di voi non lo sanno ancora, sono in dolce attesa! Questo per me e’ un periodo meraviglioso, e l’autoproduzione più importante che ora ho in mente e’ la mia bambina: sarà una femminuccia e si chiamerà Iris.

Pancia Mamma, aspettando Iris

Sto preparando un post ad hoc per esprimere quello che provo, parole importanti che non arrivano così da un giorno all’altro, ed e’ per questo che ho ritardato nel dare la notizia: chi però mi segue su facebook conosceva già la dolce novella… e che dire, mi sento la Donna più appagata dell’Universo. Quel semino di cui da sempre parlo nel blog, quello più autoprodotto di tutti, e’ sbocciato anche dentro di me.

Le mie autoproduzioni sono, così, rallentate, ma non fermate: continuo con il pane e i panificati a base di pasta madre; con la cucina naturale e sana, ora più che mai; con la raccolta e trasformazione delle erbe e i frutti selvatici (ultima creazione, marmellata di more di gelso, slurp!).
Continuo con l’orto anche quest’anno, anzi ecco il mio nuovo ebook su come auto-coltivare quello naturale.
Ma l’ultima frontiera sono le tinture madri: da quando mia mamma utilizza quella di salvia per contrastare i sintomi della menopausa, mi sono incuriosita dell’argomento e siccome, da sempre, le erbe officinali producono un fascino inesauribile su di me, ecco che ho iniziato da alcuni mesi ormai a studiare l’argomento e, in genere, i metodi di estrazione delle proprietà delle piante.

La prima tintura che ho autoprodotto e’ quella di salvia, avendo in giardino una pianta molto bella (appena potata, tra l’altro) e prolifica.
Le tinture madri sono dei rimedi naturali realizzati a partire dalle piante, sono dei rimedi naturali nobili poiché per prepararli si utilizzano generalmente le piante fresche raccolte nel loro momento balsamico (che muta da pianta a pianta), ossia quel tempo della giornata in cui esse possiedono il massimo di principi attivi.
Il metodo di estrazione delle proprietà nelle tinture madri è quella con alcol, un solvente che permette di imprigionare in questi preparati il massimo delle proprietà, oltre a garantirne una ottimale conservazione.

Come si prepara una tintura madre
Le tinture madri si ottengono ponendo a macerare in un contenitore di vetro una parte di pianta fresca tagliuzzata, possibilmente raccolta nel suo tempo balsamico e nel periodo dell’anno più consono, in 10 parti di alcol etilico.
La gradazione dell’alcol etilico cambia a seconda del tipo di pianta tagliata. Le dosi di diluizione dell’alcol in acqua per ottenere la gradazione che si confà alla pianta che state trattando, si ottengono mediante tabelle specifiche che potete trovare sul web o in appositi libri come l’“Erbario della Salute” di Ferdinando Alaimo, Terra Nuova Edizioni.
Invece, per quanto riguarda la gradazione alcolica occorrente che cambia da pianta a pianta, potete trovare delle utili informazioni a questo link  http://ilcalderonealchemico.blogspot.it/2012/03/oleolito-tintura-o-infuso.html.

Come si procede per il calcolo
Per stabilire il calcolo del rapporto droga-solvente si parte dal peso secco della droga.
Quello che è necessario fare è, quindi, raccogliere la pianta, pesarne una piccola parte e farla essiccare rapidamente, utilizzando anche il forno a 40 gradi massimo, meglio se ventilato.
Una volta essiccata abbiamo il peso corretto per calcolare il rapporto tra la pianta e il solvente: porre, quindi, la pianta fresca tagliuzzata nel vaso di vetro e versare il solvente già pronto nella ottimale gradazione alcolica.
Quando però andiamo a calcolare l’acqua da mischiare all’alcol per ottenere la gradazione alcolica desiderata, dobbiamo considerare che la nostra pianta fresca possiede già acqua: abbiamo scoperto quanta ne possiede nel momento dell’essiccazione, cioè togliendo il peso della droga secca da quello della droga fresca. Quella quantità di acqua andrà quindi sottratta da quella che occorre per preparare la gradazione alcolica desiderata.

Una volta preparata, il vaso verrà chiuso ermeticamente e posto in luogo buio per 21 giorni, scuotendolo con frequenza in modo che l’estrazione avvenga al meglio.
Terminato il periodo di macerazione, filtrare il liquido in un altro contenitore servendosi di una garza e strizzandola bene al termine: se sono rimasti residui, procedere nuovamente utilizzando due garze sovrapposte. Imbottigliare la tintura madre in contenitori scuri di vetro e riporre in ambiente fresco e buio: il preparato così conservato durerà anche 3-4 anni.

Ma facciamo un esempio pratico con la mia tintura madre di salvia, in modo da capire il procedimento che dobbiamo seguire.

tintura madre di salvia
Tintura madre di salvia e, sullo sfondo, l’elisir di salvia

Come prima cosa, mi sono documentata sulla gradazione dell’alcol per la salvia che corrisponde a 50 gradi: ho raccolto quindi 35 gr di salvia essiccandone 10 gr e scoprendo che secchi corrispondono a 4 gr.
Per ottenere una gradazione a 50 gradi, partendo da alcol a 95 gradi, occorre miscelare, come indicato sulla specifica tabella, 460 gr di alcol a 95 gradi in 540 gr di acqua, togliendo però da quest’ultima il peso dell’acqua contenuto nella pianta essiccata (anche se in tintura madre, come scritto sopra, la pianta si usa fresca).
Nel mio caso, avendo 35 gr di salvia e facendo 350 gr di tintura madre (osservando quindi la proporzione 1:10) ho ottenuto questo: 21 gr era il peso dell’acqua contenuta; per 350 gr di tintura mi  sono serviti 161 gr di alcol a 95 gradi miscelati a 189 di acqua dalla quale ho tolto i 21 gr dell’essiccazione.
Ottenuta questa miscela, vi ho immerso la mia salvia fresca appena appena sciacquata e fatta a piccoli pezzi, ho chiuso il vasetto di vetro e l’ho riposta per 21 giorni nell’armadio al buio.
Trascorsi i 21 giorni, ho filtrato la mia tintura madre di salvia che ho imbottigliato in boccettine recuperate scure: se non ne avete si possono acquistare nelle agrarie particolarmente rifornite.

Usi della tintura madre di salvia
La tintura madre di salvia si utilizza per regolarizzare il ciclo o in caso di menopausa, ma anche per tosse e mal di gola. Sulle quantità sarà buona cosa rivolgersi al proprio medico o omeopata. Questa tintura, anche se questo utilizzo lo vedo un po’ sprecato, può essere utilizzata per fare il detersivo da bucato inserendo nella formulazione 5-6 gocce soprattutto in inverno.

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2 commenti

  1. interessante il tuo articolo, solo che ho notato che sul web ognuno porta un’indicazione, chi dice che si deve usare a 60 gradi l’alcool, chi a 95 ecc ecc. Volevo porti questa domanda: se non vengono rispettate alla lettera le percentuali cosa succede? Grazie mille e buona giornata

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