Lontano dagli occhi, vicino e nel cuore


Il mio primo libro Ecologia del Risparmio pare lontano – e in effetti lo e’, sono quasi due anni che e’ uscito – ma oggi, facendo pulizia nel pc mentre la mia piccola Iris dorme nel lettone, mi sono imbattuta in questo pezzo che scrissi per Gloria e il suo blog Less is Sexy.
Inutile dire che, come sempre e ancora una volta, leggendo la mia storia mi sono emozionata…

amore n
“Facendo il pane con le mani, comprendo me stessa: storia della nascita di un libro (ecologico)
Capita a tutti prima o poi di chiedersi cosa sia il bene e cosa il male. Il giusto o lo sbagliato.
Spesso ci si domanda cosa sia la fortuna e la sfortuna e a quale dei due fenomeni si è più soggetti.
Tutte le filosofie orientali, partendo dal famoso simbolo del tao, ci rispondono che non esiste l’una senza l’altra, due facce della stessa medaglia che ci aiutano a vedere la vita da altri punti di vista.

Me lo chiedo da quando avevo 15 anni: il significato del nostro essere qui e ora, il significato di avvenimenti dolorosi intervallati da gioie enormi che lasciano il passo a periodi senza lode.
Crescendo ho scelto sempre di mettere me stessa alla prova, quasi a sigillare il mio coraggio nella vita: mi sono messa alla prova seriamente quando sono uscita da casa a 24 anni per trasferirmi a 300 km dalla mia famiglia, a Milano, dove ho intrapreso la professione giornalistica.
Un’avventura durata 7 anni, 5 dei quali assunta in una casa editrice.
Per questa casa editrice feci un viaggio a Cuba, dove la vita mi fece incontrare una persona che, ancora una volta, mise alla prova le mie certezze scardinandole: da questo viaggio, ne è iniziato un altro, che ancora oggi prosegue con continue prove da superare, limiti da scavalcare, cellule da rinnovare.

Questa persona mi disse che tutto quello che mangiamo, in riferimento ai cibi della grande distribuzione, aveva qualcosa di sbagliato, di innaturale: cibo dominato dall’intelletto umano, cibo senza sentimento, votato alle logiche industriali e di profitto.
Non sapendo niente di ciò che in tavola mettevo ogni giorno, decisi di studiare, e il panorama che mi si aprì davanti fu per me sconcertante: in una parola, cibo senza anima.
Ma come può un essere umano nutrirsi senza sentimento? Possiamo mangiare, ma nutrirsi è un’altra cosa.
Decisi allora di mettermi di nuovo alla prova, travolgendo le mie abitudini alimentari prima, e quelle interiori poi.
Feci la scelta vegetariana, scegliendo il cibo coltivato localmente, mi chiesi se potevo fare qualcosa con le mie mani, e la risposta fu ovviamente sì.
“Casualmente”, per coloro che credono ancora che il caso esista, mi fu regalata della pasta madre con la quale iniziai a fare il pane; poi fu il turno delle marmellate, dei sottoli e sottaceti, dello yogurt, dei crauti, dei mobili per la casa, del baratto e scambio… e in un turbine crescente di scoperte, a 30 anni scoprii un’altra vita dove la canzoncina di sottofondo era la gioia costante di fare le cose da sola.

Sapete quanto è meraviglioso capire e sentire che si possono fare le cose con le nostre mani? Che non siamo così dipendenti da tutto e da tutti?
Avete mai provato a tornare bambini, sperimentare la magia di mettere un semino nella terra, lasciarlo schiudersi, morire, per permettere alle prime foglie di sbocciare, vedere la luce e vivere, crescere, divenire grande, poi un fiore e chissà anche un frutto… La magia della vita nella terra.
Io me ne sono innamorata di questa magia. E poi che cosa farne di quei frutti che si sono messi in relazione con noi, e noi con loro? Che ci hanno voluto donare la loro energia?
Li raccogliamo ringraziando e li mangiamo affinché ci nutrano.
Che cosa stupenda e grande la vita. Di una pianta, di un animale, dell’essere umano. Che mistero!

Io mi sono innamorata di questo mistero: sono passata dal lievito madre all’orto e poi a me stessa. Desiderosa di scoprire il flusso della vita, di coglierlo e cavalcarlo come una Amazzone esperta e felice di farlo. Alla ricerca della felicità e non di momenti di gioia, ringraziando quello che arriva, nel bene e nel male.
Ricordatelo, nel bene e nel male.
È così che ho interiorizzato il momento in cui, ormai due anni fa, la mia casa editrice chiuse e io mi ritrovai improvvisamente senza lavoro. Quando la mia storia di 8 anni, nello stesso mese, si concluse.
Qualche anno prima mi sarei detta, “Che sfortuna”. Allora mi dissi, “è il momento di ricominciare”.
E le care buone pratiche, il pane, la marmellata, la spesa consapevole, l’orto domestico e i mobili fai da te, che avevo accolto e coltivato nella mia vita mi divennero necessarie: senza stipendio, si tira la cinghia.
Erano arrivate a caso le buone pratiche nella mia vita?
O era stata la vita stessa a corrermi in aiuto, preparandomi a quello che dentro di me stavo cercando da tempo?
Chissà.
È una domanda che mi faccio spesso.
Quando raccolgo i miei pomodori, poto l’erba luigia e ci faccio il liquore, semino fiori, zappo la terra o impasto acqua e farina per il pane; me lo chiedo quando preparo i biscotti e chiudo il rubinetto mentre mi lavo i denti o autoproduco i detersivi; me lo chiedo osservando la magia dei germogli che crescono grazie all’acqua e alla luce; nei momenti di sconforto che arrivano inesorabili per lasciare, poi, spazio a un sorriso.

Me lo chiedo quando ripenso all’ottobre scorso, quando un Editore mi contattò per propormi di scrivere un libro sulle buone pratiche ecologiche.
Un sogno di bambina.
Scrivere un libro sulle mie scoperte quotidiane, sul mistero del fare le cose con le mani, sulla gioia di riconnettere azione e intelletto e sentimento in una pagnotta di pane o in una marmellata.
Vi rendete conto di quanto è stupenda la vita? Di quanto il suo significato profondo spesso ci sfugga?
Ecologia del Risparmio – appunto il libro nato dalle mie domande segrete e dalla mia esperienza tangibile – è uscito lo scorso aprile in libreria e mi ha già fatto tanti regali: incontri, amicizie, gioie.
Ripercorre il mio viaggio nelle autoproduzioni domestiche, contiene ricette per iniziare, trucchetti da osservare per fare piano e meglio, per divertirsi con il bicarbonato o con oggetti da gettare.
Ripercorre il mio viaggio interiore espresso nel magico fare con le mani, con meno e meglio: si risparmiano soldi ed energia.
L’energia. Quella va tenuta stretta per osservare il senso della vita e per rispondere a quella famosa domanda iniziale: che il bene senza il male non esiste.
Che se non avessi perso il lavoro, insomma, Ecologia del Risparmio non sarebbe mai nato!”.

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