Oleolito di iperico, come farlo in casa e utilizzo


Oggi è San Giovanni, un giorno speciale per raccogliere erbe e frutti come le noci per preparare in casa il nocino.
Sono andata sul Monte Grappa stamani e ho raccolto l’erba di San Giovanni che celebra questo giorno, l’iperico: eccolo già in estrazione per autoprodurre il prezioso oleolito.

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AUTOPRODUZIONE DI OLEOLITO DI IPERICO
Per autoprodurre l’oleolito di iperico e’ necessario mettere in estrazione i fiori freschi della pianta in olio extra vergine di oliva o di riso per 21 giorni: la proporzione indicata e’ quella del 20% di fiori rispetto all’olio solvente.
Una volta messi i fiori in estrazione, si pone il contenitore (ideale un vaso di vetro) coperto con una garza, al sole per tutto il giorno, ritirandolo la sera in casa.
Trascorsi i 21 giorni, si filtra fino a quando l’oleolito non sarà privo di residui

UTILIZZI DELL’OLEOLITO DI IPERICO
L’oleolito di iperico si utilizza come cicatrizzante ed emolliente. L’oleolito di iperico si impiega contro le ustioni, escoriazioni di vario genere, gli eritemi solari, contro prurito da psoriasi, secchezza del viso e della cute, piaghe da decubito, come antirughe, smagliature, segni dell’acne e cicatrici. Se ne consiglia, ad esempio, l’utilizzo durante la gravidanza per evitare le smagliature post parto. L’oleolito di iperico si utilizza anche per massaggiare il perineo prima del parto per ammorbidire la zona e in caso di emorroidi con un massaggio sulla zona colpita.

ECCOLO PRONTO DOPO 21 GIORNI

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SAN GIOVANNI
In età precristiana questo giorno era considerato sacro al pari di un capo d’anno e da cui l’usanza di trarre dei presagi. Il Sole, simbolo del fuoco divino, entra nella costellazione del Cancro, simbolo delle acque e dominato dalla Luna dando origine all’unione delle due opposte polarità che si incontrano. Il Sole è la parte maschile e la Luna quella femminile e il sole, al solstizio d’estate, raggiunge la sua massima inclinazione positiva. Simbolicamente questo fenomeno è rappresentato dalla stella a sei punte dove il triangolo di Fuoco e il triangolo dell’Acqua si incrociano. Nella tradizione occulta l’incontro del Sole nella casa della Luna conduce alle nozze tra i due astri.
Tali nozze divine segnano il passaggio tra il mondo dell’uomo con il mondo divino eterno dando origine alla suddivisione in due poli: maschio e femmina, luce e tenebra, positivo e negativo ecc.. I due solstizi sono anche chiamati “porte”: porta degli dei il solstizio invernale e porta degli uomini quello estivo.
La Chiesa Cristiana da sempre ha ostacolato queste pratiche cercando di sostituirle con i propri riti e con solenni celebrazioni ma senza riuscirci. Il Sole, simbolo del fuoco divino, è rappresentato dal triangolo al dritto e indica anche le cose “dell’alto”. In questo giorno il sole entra nella costellazione del Cancro e si rappresenta con il triangolo verso che indica sia le cose “del basso” che le acque ed è dominato dalla Luna. Assieme, alto e basso, danno origine all’unione delle due opposte polarità del binario e la stella a sei punte esprime egregiamente questo concetto di unione degli opposti che messi in equilibrio generano. Il triangolo di Fuoco e il triangolo dell’Acqua così si incrociano.

PRATICHE:
Si accendono i fuochi dei falò la vigilia del 24. Il fuoco è considerato purificatore come la rugiada.
E’ bene augurale saltare sul fuoco avendo ben chiare le cose che vorremmo veder cambiare nella nostra vita.
Più intenso e puro sarà il desiderio espresso mentalmente al momento del salto e più esso avrà ottime possibilità di realizzarsi. Se non è possibile accendere fuochi va bene anche un piccolo fuoco simbolico acceso nel calderone o in un qualsiasi recipiente, meglio se di rame, composto con 7 erbe diverse. Questa pratica serve a potenziare forza, potere e protezione. Sotto il guanciale vengono messe le “erbe di San Giovanni”, legate in mazzetto in numero di nove compreso l’iperico, per avere dei sogni premonitori.
Il giorno di San Giovanni se si compera l’aglio si avrà un anno prospero.
A mezzanotte si deve cogliere un ramo di felce e tenerlo in casa per aumentare i propri guadagni.
Si mangiano le cosiddette lumache di San Giovanni con tutte le corna che assumono il significato di discordie e preoccupazioni. Mangiarle significa distruggere le avversità. Si raccolgono le noci ancora immature per preparare il “nocino” un liquore corposo da bere gradualmente in futuro per riacquistare le forze nei momenti del bisogno. Portare l’iperico all’occhiello nella notte della festa, protegge dalle persone malefiche.

FONTE http://www.bethelux.it/sangiovanni.htm

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