Autosvezzamento, come orientarsi nella giungla delle prime pappe


Sia chiaro, quello che sto per andare a raccontare e’ la mia esperienza: non sono un medico, un nutrizionista, un naturopata o quant’altro.
Sono una mamma di una bambina di 1 anno che ha scelto la dieta vegana/vegetariana per sua figlia, mi definisco una madre attenta all’alimentazione, ai cibi sani, fatti in casa e possibilmente con ingredienti bio e a chilometro zero.
Quella che vi racconto e’ quindi la mia esperienza con le prime pappe, la scelta dell’autosvezzamento, l’allattamento materno e a richiesta, e voglio consigliarvi anche dei siti e dei libri che mi hanno aiutata moltissimo in questo cammino.
Ovviamente non sarà così per tutti, c’è un fatto insindacabile e aldilà di qualsiasi intento di programmare questo momento così atteso dai genitori: il bambino. I bambini sono tutti diversi e già a pochi mesi dimostrano preferenze, temperamenti e curiosità verso il cibo (oppure no). Le mamme che allattano al seno sapranno quanto questo sia vero: esistono bambini che poppano molto latte alla velocità della luce (Iris era ed e’ così), altri che si addormentano alla ciuccia, ci giocano o si consolano solamente. Solitamente il temperamento che il bambino dimostra avere durante la poppata, e’ quello che avrà nei confronti del cibo. Ci tengo a sottolineare il “solitamente” perche’ non sempre e’ così.

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Iris ha iniziato a mostrare molto interesse per il cibo già intorno ai 5 mesi, quando letteralmente metteva la faccia nei nostri piatti durante i pasti. Non e’ un caso se la seconda parola della mia bambina (la prima e’ stata Ma – m – ma), e’ stata PAPPA! E vi assicuro che intendeva proprio la pappa e non suo papà!
A 6 mesi meno 3 giorni ho deciso di iniziare a farle assaggiare qualcosa, vista la sua smania. Eravamo a tavola, stavamo gustando una buona insalata con dell’avocado e ho pensato che potesse essere adatto come cibo: l’ho schiacciato e gliel’ho fatto assaggiare. La sua reazione e’ stata incredibile, si e’ avventata sull’avocado come se non ci fosse un domani!
Che dire poi? Chiedendo in giro ad amiche mamme e nutrizioniste che cosa ne pensassero dell’avocado, ho poi realizzato che non e’ proprio il cibo ideale per partire! Troppo proteico, dicono. Quindi ho subito abdicato, e mi sono rimessa in pista.
Nel frattempo avevo letto dei libri sullo svezzamento naturale vegetariano (alla fine di questo post troverete tutti i riferimenti), delle dispense di corsi sullo svezzamento tenuti da pediatri, e decisi di seguire quelli: tutti d’accordo nel proporre a bambini di sei mesi, brodo vegetale molto diluito, senza verdure schiacciate per i primi due mesi, con dentro una crema di cereale senza glutine, riso, miglio, grano saraceno, amaranto, mais, tapioca, quinoa.
Eccomi allora ai fornelli a preparare brodini e creme di cereale insipide, davvero difficili da gustare!
La reazione di mia figlia fu molto chiara ed esauriente: sputava tutto.
Ho provato anche con i preparati della Holle, farinate di mais e tapioca dolciastre neanche poi così male, ma dopo le prime due cucchiaiate la sua bocchetta si serrava inesorabilmente.
Ovviamente ho proseguito l’allattamento a richiesta, che con gioia porto tuttora avanti: e per fortuna!

Eventi contingenti, tra cui una dermatite molto forte di Iris causata, abbiamo poi scoperto, da quello che mangiavo io e che le passavo nel latte, mi ha fatto sospendere lo svezzamento a data futura: ho ripreso quando la mia bimba aveva 8 mesi e mezzo. E’ stata la scelta ideale, più pronta io, più pronta lei. In questi due mesi di vuoto, ogni tanto, proponevo della frutta frullata e del pane bianco fatto in casa con pasta madre (meglio evitare le fibre nel primo anno almeno) o gallette di riso e mais bio, Iris apprezzava il pane intero che ciucciava di gusto, ma non la frutta frullata.
Sono sincera, la mia spinta verso l’autosvezzamento c’è’ sempre stata: poi mia figlia mi ha confermato che era proprio la strada giusta.
Iris non ama pappe, brodini e frutta frullata: lo dimostrò definitivamente il giorno in cui le detti un pezzo intero di pera e come un lupo famelico la divorò “in men che non si dica!”.
Iris voleva mangiare come noi, punto.
A questo punto, l’incontro con il sito Autosvezzamento.it mi e’ stato fondamentale: mi sono iscritta alla newsletter e in premio si riceve un minicorso su come autosvezzare il proprio figlio.
Davvero esaustivo!
Parallelamente lessi un illuminante libro del mitico Carlos Gonzales “Il mio bambino non mi mangia”, che mi ha rassicurato su moltissime paranoie e che consiglio a tutte le mamme, aldilà del tipo di svezzamento scelto.
Ho continuato comunque a seguire alcune regole degli svezzamenti classici, come la tempistica di introduzione di alcuni alimenti, scegliendo poi la dieta vegana diventa molto importante essere certi di proporre una dieta bilanciata.
A questo proposito credo che prenderò appuntamento con il Dottor Pinelli, luminare di nutrizione in età pediatrica che riceve in uno dei dipartimenti più all’avanguardia in tal senso: l’Ambulatorio Pediatrico Vegetariano a Verona.

Che cosa propone l’autosvezzamento
L’autosvezzamento propone che voi cuciniate cibo sano con ingredienti sani, adatti a tutta la famiglia, e che anche il vostro piccolo bambino gusti le preparazioni casalinghe. Punto.
Si consiglia che il pupo possa pescare da teglie e piatti, ma che comunque sia sempre coinvolto nei pranzi e cene di famiglia. Si sconsiglia l’uso di omogeneizzati, biberon e palliativi della normale nutrizione, soprattutto si sconsiglia di FORZARE VOSTRO FIGLIO A MANGIARE. Lui sa quanta fame ha e quanto vuole mangiare. Fine, questo e’ tutto.
Come scrivevo poc’anzi, sul sito Autosvezzamento potete trovare indicazioni sulla tempistica di introduzione di alcuni cibi, come pomodoro, fibre, soia, uova, latte vaccino; la linea che si raccomanda e’ quella dell’autoproduzione, date pure lo yogurt alla frutta, ma quello fatto in casa con la marmellata homemade o la frutta fresca frullata.
Evitare il più possibile zuccheri, patatine e schifezze del genere; andiamoci piano anche con il latte vaccino, da preferire quello vegetale.
Insomma, le regole base della normale e sana nutrizione.

Ci tengo a dire un’ultima cosa, per me forse la più importante. A patto che non ci siano conclamate condizioni di salute precarie, disappetenza cronica o cose davvero gravi,

NON FORZATE IL VOSTRO BAMBINO A MANGIARE.
NON FATE AEREI.
NON PROMETTETE GIOCHINI O CARAMELLE SE MANGERÀ TUTTO.
NON DISTRAETELO CON GIOCHI PER POI FICCARGLI CUCCHIAIATE DI CIBO IN BOCCA.
NON MINACCIATELO.
NON FATELO SENTIRE IN COLPA SE NON MANGIA, CON FRASI DEL TIPO “ma la tua mamma aveva cucinato apposta per te!”.

LUI SA QUANTO DEVE MANGIARE, SE NON MANGIA PIÙ E’ PERCHE’ NON HA PIÙ FAME. PUNTO.
Fidatevi del vostro cucciolo, ascoltatelo, siate in relazione con lui, guardatelo negli occhi mentre lo imboccate.
A tutte le mamme e i papà, buona fortuna!

L’ANGOLO DEI LIBRI
I libri che consiglio sono Svezzamento secondo natura di Michela Trevisan

Figli Vegetariani di Luciano Proietti;

La cucina etica per mamma e bambino di Antonella Sagone, Emanuela Barbero

Carlos Gonzales “Il mio bambino non mi mangia”

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Un commento

  1. quanto è vero cara Giulia che non c’è una regola valida per tutti e quanto è vero che una mamma però se si mette in ascolto capisce le esigenze del suo bambino…senza essere presi dall’ansia, dalle parole delle nonne, dai “consigli” dei classici pediatri…mamme credete nel vostro istinto, è la strada giusta e sicura! un abbraccio

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