Chi sono io?


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Prendo spunto da un commento a un post, che forse più di tutti ha segnato la direzione di Seminterra, per fare il punto della situazione, dove mi trovo oggi nel cammino della Vita.
Il post puoi leggerlo qui, e narra la mia esperienza di vita, com’ero e chi ero io quando insieme a Manu e Ema abbiamo scelto di aprire questo spazio virtuale dove condividere la nostra vita semplice.
Il commento, invece, cita:

Appena scoperto il tuo blog, sono partita da qui 🙂 Tante cose saranno successe da quando hai scritto e aggiornato questo post, sono curiosa di leggere come si è è evoluta la tua vita, è un cammino che ci accomuna e in questa fase le vite degli altri sono ispirazioni e incoraggiamenti. Un saluto!” .

Non nascondo che e’ da diverso tempo che sento l’esigenza di tirare una riga e fare il punto, come si suol dire. Sono passati più di tre anni da quando nacque Seminterra, il luogo di tre donne che si definivano in decrescita, che volevano consumare meno e meglio per impattare poco sull’ambiente, a volte anche accontentandosi di quello che arrivava.
Oggi sono rimasta prevalentemente io a scrivere, Giulia, e non sono più quella di tre anni fa.
In tre anni e’ successo il terremoto e se mi guardo indietro quasi non ci credo! Sono già alcuni mesi che, forse te ne sarai accorto o forse no, ho cambiato il sottotitolo di questo sito da Grandi Donne in Decrescita con Storie di vita semplice.
Forse pensi che più o meno sia la stessa cosa, ma visto che mi si chiede di raccontare chi sono io oggi, ti rispondo che no, non e’ la stessa cosa.
Non sono più una donna in decrescita, non mi piace e forse non mi e’ mai piaciuta questa definizione che trovo privativa, credo di non esserlo mai stata davvero, mi ero imposta un ruolo: sento profondamente di essere invece una donna che ama la vita semplice.
Ho scelto di vivere in un paese di mille anime, circondata dalle montagne e ai piedi del fiume Brenta; un luogo dove andare a raccogliere erbe selvatiche, frutti del bosco, dove fare il bagno d’estate e sentire il verso dei gabbiani e delle oche. Cucino per passione, perche’ e’ il mio modo di dare all’altro essere umano nutrimento, ma cucino anche per lavoro, conduco corsi di cucina e collaboro con riviste del settore.
Ho scelto di acquistare una macchina perche’ sento che muovermi per me e’ importante, intessere relazioni con persone alle quali voglio bene, portare mia figlia in piscina o in biblioteca in centro, fare la spesa dal contadino che non ho sotto casa, ma a 10 km di distanza. La macchina inquina, dirai: figurati, noi ne abbiamo ben due. Ma ci sentiamo liberi così, in totale armonia con ciò che abbiamo scelto per la nostra famiglia.

Sì e’ vero, ora con due macchine occorre lavorare di più. Bollo, assicurazione, benzina (non ho comprato neppure una ibrida, non mi piaceva, ho acquistato invece una macchina che davvero rappresenta me stessa!)… c’e’ da sgambettare di più. Bene! Io amo il mio lavoro, e sai che ti dico? Ben venga! E’ uno dei mezzi con i quali posso esprimere me stessa in questa vita, oltre a fare la mamma, posso vantare un lavoro che amo e la possibilità di gestire il mio tempo come meglio credo.
Che fortuna dirai!
Ti correggo, non e’ fortuna, e’ una scelta, frutto anche di tanta sofferenza come puoi leggere nel post di cui all’inizio.
Acquisto comunque ciò che sento serve per esprimere me stessa, ciò che serve, niente di più e niente di meno. Uso pannolini lavabili per mia figlia, non mi cibo di altri esseri viventi, non acquisto quasi niente di industriale ma autoproduco il più possibile, anche se ultimamente i crackers in casa mia puoi trovarli e non sono autoprodotti; ho uno smartphone che mi permette di stare in relazione con molte persone, frequento corsi di crescita personale che mi hanno cambiato la vita, faccio davvero tante cose, ma nonostante questo la mia vita rimane semplice. Così ho scelto.

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In tre anni e’ successo un terremoto.
* Non sono più single, ma a giugno mi sposo.
* Non sono più ragazza, ma sono una mamma.
* Non sono solo mamma, ma sto cercando di costruire la mia nuova identità di donna pienamente nella vita.
* Una delle mie sfide e’ quella di vedere il denaro per quello che e’, qualcosa che mi serve per dare valore alla mia vita, che posso generarlo in modo etico senza vergogna o sensi di colpa. Non e’ facile poiche da sempre sono molteplici i giudizi sui soldi, brutti, sporchi e fonte di infelicità: ma non sono i soldi ad essere così ho scoperto, e’ come noi li guardiamo, e’ la nostra visione del mondo, che li fa essere così.
* Non sono più un essere da etichettare, ne’ in decrescita, ne’ vegana, neanche vegetariana, neppure atea, buddista, nada de nada. SONO E BASTA.
* So chi sono io e inizio ad avere consapevolezza di che cosa e’ la vita.
* So che posso generare la mia realtà.
* So che c’e’ ancora tanta strada da fare, da liberarsi di molte catene e fantasmi, ma l’intenzione e’ forte e accesa.
* So che amo portare all’altro le mie conoscenze, oggi nel campo dell’alimentazione naturale, domani chissà.
* So che posso generare sempre qualcosa di nuovo.
* Sono soddisfatta della vita che ho, con l’intenzione sempre viva di migliorare e puntare sempre più in alto.

Carissima Emme, spero di averti risposto e dato degli elementi utili per la tua ricerca. Quello che mi preme più di ogni altra cosa e’ dirti che la vita esiste e siamo noi a darle il sapore, e tutto quello che c’e’ nelle nostre esistenze, o quasi tutto, lo abbiamo generato noi.
E questo e’ bellissimo, possiamo davvero riempirci il cuore e i polmoni, ed urlare che
IO SONO L’ARTEFICE DEL MIO DESTINO.

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6 comments

  1. Cara Giulia , condivido pienamente quello che dici e sono felice che tu ne abbia ora la consapevolezza di quello che vuoi essere, sei giovane e hai la forza e l’energia per farlo. Io me ne sto rendendo conto da un po’ di tempo, e capisco che la mia vita è stata troppo piena perché abbia avuto il tempo per fermarmi a riflettere. Siccome sono un’ inguaribile ottimista cerco di fare ora quello che non ho mai fatto prima, senza rimorsi o rimpianti, anzi con la consapevolezza che il tempo è prezioso e non bisogna consumarlo a fare lo zerbino agli altri o fare gli altri contenti e tu un po’ meno. Infatti io ho cominciato a pensare, non chi sono io, ma chi sono gli altri e perché mi devono condizionare, quindi avanti con me in primo piano dicendomi – calma, va tutto bene –
    Un abbraccio, Marika

  2. Cara Giulia! Lieta che il mio commento ti abbia offerto la possibilità di “tirare una riga”, come dici tu.

    Capisco molto bene il tuo discorso, avendo vissuto esperienze di vita in parte simili alle tue: dopo l’esaurirsi di un tentativo di vita comunitaria in una bellissima casa di campagna durato quasi sei anni, ho iniziato un nuovo percorso mio, in cui continuo a pensare che la vita condivisa sia ancora ciò che vorrei, ma che possa esserlo solo una volta capito chi si è e cosa si vuole davvero. Staccandomi dagli altri ho scoperto me stessa, non che non mi conoscessi (ho una forte tendenza introspettiva, pure troppa 🙂 ), ma di certo ho capito parti di me che prima mi parevano solo incoerenti e stonate. La comunità (fisica o virtuale che sia) è bella, un ottimo spazio di confronto e di crescita, ma puo’ influenzarti tanto. Penso al tuo discorso sul denaro, che condivido pienamente. Giusto qualche giorno fa mi sono concessa una consulenza che volevo da molto tempo, ma che avevo sempre evitato per il timore dei costi che avrebbe comportato. Sono tornata a casa con una felicità quasi nuova per me, che ho capito derivare dal fatto di essermi finalmente regalata qualcosa, di aver approcciato il denaro non solo come un problema di conti da far quadrare, ma anche come strumento per soddisfare i propri bisogni, con la consapevolezza di aver zittito certi bisogni per molto tempo perchè non sembravano coerenti con la scelta di vita che volevo fare. Generare denaro in modo etico non è semplice, ma è per me necessario ed è questa la ragione che mi ha spinta a licenziarmi cinque anni fa, insieme al desiderio di sentirmi libera. Creare un lavoro su misura per me è la cosa a cui mi sono dedicata (con fasi di entusiasmo e fiducia altalenanti) in questi anni. In questi mesi più che mai, dopo aver lasciato l’attività più remunerativa che avevo (di cui non ero soddisfatta e che contribuiva a mantenermi in quella comfort zone che non mi faceva tentare il tutto per tutto coi miei progetti) sto cercando di unire i puntini delle mie diverse passioni e impegnare al meglio le mie capacità.

    Come dicevo nel commento precedente, scoprire persone con percorsi simili rafforza l’idea che sia possibile riuscire, seguendo le proprie passioni. Nel tutto, ti chiedo se posso contattarti privatamente per un paio di domande che vorrei farti in proposito.
    Grazie mille, un abbraccio.
    Mari

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