Esperienze di Vita Semplice


Andando piano il mio cuore mi disse: storia di una decrescita felice

A dicembre la mia vita è cambiata: è stato come prendere una curva a tutta velocità e avere l’impressione di cadere giù nel burrone.

Poi, tutto, come in una scena a rallentatore, si è fermato. Ero lì su quella curva, senza andare né a picco, né svoltare l’angolo. Immobile. Tanti piccoli flash della mia vita, un puzzle che va in frantumi e che ho fatto tanta fatica a rimettere insieme, non che ci sia ancora riuscita.

Fino a dicembre lavoravo in una casa editrice di Milano, contratto giornalistico, il mitico Articolo 1, ottimo stipendio, contributi e bonus di categoria. Mi sentivo in gabbia però, percepivo ogni giorno il paradosso della mia vita che non era più la mia vita: mi sono data una spiegazione più o meno razionale, stavo evolvendo, un po’ come una farfalla che non è più crisalide, ma non riesce a uscire dal bozzo. Mi sentivo così.

Poi il 27 dicembre 2011, in perfetta congiunzione con la profezia Maya, ci chiamano d’urgenza in azienda e ci comunicano che dal 2 gennaio 34 persone avrebbero perso il lavoro, ossia tutti i dipendenti, perché l’azienda sarebbe stata messa in liquidazione.

Boom.

Nello stesso mese, la mia storia d’amore durata 8 anni finisce. E finisce dopo una lunga agonia. Per lo stesso motivo, anche qui c’è di mezzo quella crisalide che vuole diventare una farfalla.

Non era più la mia vita. E con tutto l’amore e l’onestà con cui ci siamo sempre parlati, abbiamo compreso che eravamo evoluti, io per una strada, lui per un’altra.

Ari-boom.

Marzo è stato il mese peggiore. La rabbia scema e lascia il posto alla tristezza mista a disperazione per non avere più un lavoro e un amore.

Nella mente tante paure, pensieri, ansie, dubbi, desideri e speranze che non avevano un filo rosso. Pianti quotidiani. Compensazioni. Incontri assurdi animati dal rifiuto degli altri verso me stessa, perché così mi sentivo: rifiutata dal mondo.

Un trasloco sul groppone non ha facilitato il tutto.

Sono sola, ho una casa in affitto e da un mese percepisco il sussidio di disoccupazione. Sussidio che mi permetterà di fare delle scelte. Ho un’opportunità enorme davanti a me, ora la vedo.

Ma in questi mesi dove, nonostante la primavera fosse alle porte, sentivo e vedevo solo l’inverno, ho iniziato ad andare piano.

A camminare lentamente.

A sentirmi.

A sentire la voce del mio cuore.

Ho iniziato ad alzarmi presto, a fare colazione con cura, la cura che così spesso dimentichiamo nel fare le cose e soprattutto verso noi stessi; a cucinare con amore, dedizione ed attenzione; a camminare senza fretta e vedere, non solo guardare, ciò che mi stava intorno; a sentire il terribile vuoto che mi porto dentro, a compatirlo e amarlo.

Andando piano ho imparato, per continuare a disimparare e imparare di nuovo, che dentro di noi abbiamo la verità di ciò che siamo e che l’unica cosa che importa è sentirla, anche se fa soffrire (dopo l’inverno c’è la primavera, SEMPRE), perché è solo tramite l’accettazione più profonda della nostra sofferenza e solitudine interiore che possiamo vivere e sentire il nostro cuore, il nostro Io.

Andando piano ho rifiutato un posto di lavoro a tempo indeterminato che mi avrebbe costretta a tornare ad andare veloce.

Andando piano il puzzle ha iniziato a ricomporsi un po’ e le mie idee oggi sono molto più chiare.

Andando piano ho deciso che quest’estate andrò a lavorare in un’azienda agricola, dove spero di riuscire a sentire ancora di più.

Andando piano ho capito che la verità ce l’abbiamo dentro.

La lezione più grande è stata imparare ad aspettare con il cuore fermo, nella certezza, ed era lui che me lo diceva, che tutto sarebbe andato a posto.

A quel punto, ho girato la curva. Dietro la quale ho visto un meraviglioso prato verde, papaveri rossi e tanti alberi. Ancora non vedo dove finisce, ma spero di non vederlo mai. E so anche che arriveranno altri temporali: ora li attendo con consapevolezza.

Poi c’è un amico molto speciale che un giorno mi ha detto: “Se la strada che hai intrapreso è quella giusta, tutto andrà liscio. Esattamente come deve andare”.

Giulia Sweetpea Giulietta

 

 

La decrescita felice, che non sembra facile

E’ passato un anno. Esattamente un anno fa sceglievo una strada strana,  ombrosa per la maggior parte delle persone che conosco, luminosissima per me… Quella della Decrescita Felice.

Quando dici in giro che vuoi lasciare il lavoro, un posto fisso vicino a casa, dove sei rispettata e stimata,  ti guardano tutti come se una pericolosa malattia ti avesse cotto il cervello e non fossi pi・in grado di ragionare.
“Ma come? Di questi tempi? Sei sicura di quello che fai?” .

Sì sicura.

continua a leggere qui ..

seminterra.com/2012/09/27/la-decrescita-felice-che-non-sembra-facile/

manutree

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9 comments

  1. Una mia carissima amica mi ha girato il link del tuo blog. una sorpresa meraviglioso. Un vero regalo direi! L’articolo mi ha quasi commossa…mi sono rivista in molte cose…ammiro il tuo coraggio e la tua forza 🙂 complimenti!

  2. Appena scoperto il tuo blog, sono partita da qui 🙂 Tante cose saranno successe da quando hai scritto e aggiornato questo post, sono curiosa di leggere come si è è evoluta la tua vita, è un cammino che ci accomuna e in questa fase le vite degli altri sono ispirazioni e incoraggiamenti. Un saluto!

  3. E’ da tempo che noto una distonia tra ciò che sono e ciò che faccio per vivere, la mia routine quotidiana, ma nonostante piccoli passi in avanti verso il cambiamento non sono ancora riuscita a fare “il salto evolutivo” , il tuo blog mi dà coraggio. Credo anch’io che il futuro sia nel saper fare, nelle mie mani, nel recuperare il legame fra cuore e azioni. Grazie.

  4. Ho vissuto e vivo tutt’ora la tua stessa situazione. Con la differenza che io l’ho scelta, lasciando ciò che non mi andava più bene, che non mi corrispondeva (più?). Poche scelte sono semplici, ci vuole coraggio e soprattutto forza. Ma quando scegli di seguire te stessa e non la strada più facile o quella consigliata/imposta da altri (e a volte le cose coincidono!), beh… inizia un vero e proprio viaggio. Fantastico! Non demordere:-)

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